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Gli speakers del Telegiornale

MessaggioInviato: dom set 21, 2008 23:23
da Telemann
Prima della mini-riforma del gennaio 1968 il Telegiornale era letto da degli "speakers", ovvero da dei lettori di professione istruiti allo scopo. La figura dello speaker ha suscitato in molti di noi, a partire dal sottoscritto, un notevole interesse non scevro da una punta di inquietudine. Difatti, la sua apparizione sullo schermo non era accompagnata da alcuna sovraimpressione che ne indicasse il nome, né da una targhetta sulla scrivania che ne indicasse le generalità. A questo suo misterioso anomimato, lo speaker univa una dizione perfetta, un po' fredda e impersonale, ma straordinaria per chiarezza e comprensibilità. Diventare speaker era cosa tutt'altro che facile: raccomandazioni a parte, oltre all'ovvia telegenicità e a una voce correttamente impostata, si richiedeva una cultura omnidirezionale e una buona conoscenza delle lingue straniere, indispensabile nella lettura delle notizie di politica estera. In proposito, il grande Alberto Sordi tracciò nell'episodio di "Guglielmo il dentone" nel film del 1965 "I complessi" un irresistibile personaggio che, nonostante la mostruosa dentatura, riusciva a diventare speaker del Telegiornale a dispetto del suo sorriso non propriamente telegenico e delle "spintarelle" degli altri concorrenti all'ambito posto.
Tra i più celebri speakers del Telegiornale ricordiamo senz'altro:

- Riccardo Paladini, primo lettore del notiziario nazionale e padre dell'attrice Roberta. Voce stupenda, orecchie a sventola, Paladini fu licenziato dalla RAI nel 1958 per divergenze coi dirigenti, ma ha continuato la sua carriera di speaker come attore e come prestatore di voce in corsi di lingue quali, ad esempio, il "Sandwich Method" della RCA Italiana.
- Luigi Carrai, il più famoso, ritratto persino in una serie di cartoline che ne evidenziavano la virile e paterna bellezza. Al TG1 nel dopo-riforma 1976.
- Marco Raviart, di origine francese, forse il più bravo di tutti per la fascinosa voce dal fondo scuro. Al TG2 nel dopo-riforma 1976.
- Gianni Rossi, giovane e bello, che scomparve dai piccoli schermi alla fine degli anni '60 per fare carriera in RAI.
- Edilio Tarantino, ex-insegnante di Lettere, definito "il professore che non prende mai papere". Non troppo telegenico, era veramente era a prova di errore! Sua sede naturale, il Telegiornale delle ore 20:30 alla cui lettura si alternava con Carrai e Raviart.
- Alberto Lori, il più asettico, entrato in RAI col concorso del 1969, ha sempre condotto il Telegiornale del Secondo Programma in alternanza con Sepp D'Amore e, dopo la riforma del 1976, il breve TG1 Notizie che andava in onda ad orari variabili, tra cui la domenica alle 13:30. Oggi l'occhialuto Lori si dedica a varie attività, essendo un uomo dalla superiore intelligenza e dagli interessi molteplici. Ricordiamo in proposito il libro "Speaker" pubblicato dalla ERI alcuni anni fa nel quale egli conduce, con l'ausilio didattico di un CD, un corso di dizione impegnativo e di altissimo livello.
- Roberto Di Palma, simpatico e sorridente, che temo però sia deceduto in tempi relativamente recenti. Fu in servizio in RAI fino al 1999, il che lo rende lo speaker più longevo in assoluto. Al TG1 nel dopo-riforma 1976.
- Giuseppe, detto "Sepp" e anche "Pino", D'Amore, vagamente somigliante a Cristopher Lee, da ricordare per l'ottimo talento di scrittore. E' purtroppo scomparso da diversi anni. Al TG1 nel dopo-riforma 1976

Con la mini-riforma del gennaio 1968, i giornalisti ottengono di poter condurre i notiziari al posto degli speakers, ad eccezione dell'edizione delle 20:30 che rimarrà appannaggio dei lettori professionisti fino ai primi anni '70. A partire dal marzo 1976 con la divisione delle testate, l'importanza degli speakers si ridurrà drasticamente: confinati alle edizioni notturne (TG1 Notte e TG2 Stanotte, quasi a renderli ancora più misteriosi) o a quelle ridotte in caso di sciopero, i vari lettori poc'anzi citati scompaiono poco per volta per ragioni d'età, senza più essere sostituiti, lasciando un vivo rimpianto per la loro serietà e la loro professionalità davvero d'altri tempi.
Che ricordo avete degli speakers, cari amici? Quali curiosità potete citare su di loro? Di Luigi Carrai posso solo dirvi che in un'edizione del Telegiornale della Sera, databile nel triennio 1965-67 (scusate la genericità, ma ero molto piccolo e nei miei posts vado a memoria), egli venne colto da un accesso di tosse talmente forte che dovette essere sostituito, in diretta, da Marco Raviart...

MessaggioInviato: lun set 22, 2008 0:19
da Paolo Starvaggi
Ho votato Roberto Di Palma, perché è l'unico di cui ho ricordo diretto.
Se penso a lui, lo rivedo impegnato in quelle lunghe letture notturne a camera fissa di "Oggi al Parlamento", durate fino ai primi anni '90.

Alberto Lori, oggi non più occhialuto, ad inizio anni '80 leggeva il telegiornale di PIN, "Contatto", diretto da Maurizio Costanzo. Recentemente è stato voce fuori campo di "Sfide".

MessaggioInviato: lun set 22, 2008 2:04
da eurogol
Anche io ricordo questi misteriosi lettori del Tg, dei quali erano noti voce e volti ma non i nomi. Dalla seconda metà degli anni Settanta comparivano soprattutto nelle edizioni della notte o quando c'era sciopero dei giornalisti. I nomi citati mi sono noti, ma non mi è facile associare i volti ai nomi perchè, come si diceva, questi non venivano mai citati. A proposito, complimenti a Telemann per la citazione dell'episodio di "Guglielmo il dentone", una delle migliori interpretazioni di Alberto Sordi.