Shuki Levy

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Re: Shuki Levy

Messaggioda ufo allarme rosso » ven mar 25, 2016 23:39

BubbleGum TV ha scritto:Roberto Danova è un autore italiano in forze alla Red Bus Records che, tra il 1972 e il 1973, scrive alcuni tra i primissimi successi inglesi del duo Shuki&Aviva, tra cui "Listen To The Children", premiato dall'Unicef. Il brano viene presentato da Shuki&Aviva al Galà dell'Unicef presso il Teatro dell'Arte al Parco di Milano il 15 Ottobre 1973. L'evento viene trasmesso in Italia in differita sulla Rete Due il 23 Dicembre del 1973 alle ore 21 (breve filmato dell'agenzia Framepool, Shuki&Aviva dal minuto 1:02).


Vale la pena ricordare che lo stesso Danova è un artista sigloso dato che c'è lui dietro Robert Montecristo, pseudonimo cui è accreditata l'interpretazione di "Jo Superboy" che fu abbinata a partire dal 1980 alla riedizione, trasmessa dalle tv private, delle serie in "Supermarionation" di Gerry Anderson "Thunderbirds", "Stingray" e "Joe 90" viste in precedenza sulla Rai con le sigle originali.
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Re: Shuki Levy

Messaggioda BubbleGum TV » dom lug 03, 2016 12:30

Come avevo anticipato nel mio precedente messaggio, lo scorso 15 Maggio si è tenuto a Toronto l'Einstein Gala, nel corso del quale Shuki Levy è stato premiato nella categoria "Innovazione" con La Chaive Della Conoscenza. Il gala si è aperto con un video di presentazione dei premiati, successivamente è iniziato un dibattito tra di loro e in conclusione è avvenuta la consegna dei premi. L'obiettivo della serata è stato quello di raccogliere i fondi necessari alla costruzione di un nuovo museo dedicato ad Albert Einstein in cui poter esporre tutti gli effetti personali che lo scienziato lasciò in eredità all'Università Ebraica di Gerusalemme.

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Shuki Levy (Einstein Gala, Toronto 2016)

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Shuki Levy durante il dibattito (Einstein Gala, Toronto 2016)

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Shuki Levy riceve la "Chiave Della Conoscenza" da Rami Kleinmann, Presidente degli Amici Canadesi Dell'Università Ebraica di Gerusalemme (Einstein Gala, Toronto 2016)

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Shuki Levy con sua moglie Tori Avey (Einstein Gala, Toronto 2016)

Nel video di presentazione, discorsi filosofici a parte, Shuki Levy ha parlato anche di un altro museo, quello di Masada, inaugurato il 6 Maggio 2007 presso il Parco Nazionale di Masada e costruito grazie ad una raccolta fondi organizzata dalla sua fondazione.
Il Museo Masada venne costruito in seguito al suo desiderio di riportare a Masada i reperti archeologici che erano stati rinvenuti dal professor Yigael Yadin (alla cui memoria il museo è stato dedicato) nel corso di alcuni scavi tra il 1963 ed il 1965 e successivamente depositati presso l'Università Ebraica di Gerusalemme.
Come già fatto in altre interviste, Levy ha inoltre ricordato il forte legame emotivo che lo lega a Masada sin da quando visitò la fortezza per la prima volta durante una gita scolastica.

Inaugurazione del Museo Masada (2007)
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Ecco il filmato di presentazione con le dichiarazioni di Shuki Levy
(dal minuto 4:54, tradotte in italiano in basso):

Shuki Levy
Da bambino, quando le persone erano solite dirmi tu puoi fare qualunque cosa, il cielo è l'unico limite, non capivo quello che volessero dire perchè potevo guardare in alto verso il cielo e vederlo ma sentivo che oltre c'era molto di più. Così, leggendo e documentandomi su Albert Einstein, trovai qualcosa con cui potevo invece identificarmi. Sentirgli dire cose tipo l'immaginazione è molto più importante della conoscenza, mi trova molto d'accordo perchè ogni cosa che ho fatto nella mia vita, e che faccio oggi, è ciò che avevo immaginato.

Albert Einstein era un innovatore. Quando mi guardo allo specchio, non ho mai pensato di me stesso: "Oh, tu sei un grande innovatore!".
Per portare innovazione, devi guardare davvero al seme del progetto ed assicurarti che nel suo DNA ci siano intenti benefici nell'insegnare ed educare i giovani in modo positivo.

Il progetto "Masada" in Israele, una montagna e una storia che mi ha colpito molto profondamente dal punto di vista emotivo da bambino (avevo undici o dodici anni), aveva un incredibile messaggio per il mondo. Non lasciare che nessun uomo sia schiavo di un altro uomo, questo era il messaggio che per me veniva fuori da Masada. Curiosamente scoprii che ogni cosa che era stata ritrovata lì dagli archeologi era stata accatastata nell'Università Ebraica di Gerusalemme e sentii che era giunto il momento per tutte queste cose di ritornare a casa, e mi sono occupato di costruire un museo laggiù.

Viviamo e piantiamo dei semi nel corso della vita. Se ci fermiamo accanto ai semi che abbiamo piantato ed aspettiamo che germinino e che ci diano dei frutti in modo che noi possiamo trarne beneficio, stiamo sprecando la nostra vita. Dobbiamo andare avanti e continuare a piantare semi che contengano un buon DNA al loro interno. Poi un giorno, quando ci si guarderà indietro, si vedrà questa foresta gigante, tutta molto positiva e bella e può portare così tante opportunità.
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Re: Shuki Levy

Messaggioda BubbleGum TV » ven apr 07, 2017 12:28

Si può ascoltare qui la recente intervista rilasciata da Shuki Levy ad una emittente radiofonica canedese, in cui, strafalcioni temporali a parte, ha parlato della produzione di due sigle TV trasmesse anche in Italia, "Ispettore Gadget" e "He-Man e i Dominatori dell'Universo".
Il passaggio più interessante dell'intervista è quello in cui Levy nega di essersi ispirato al brano "Nell'Antro del Re della Montagna" di Edvard Grieg per la composizione della sigla dell'Ispettore Gadget, asserendo di aver piuttosto basato il suo lavoro sul tema della Pantera Rosa di Henry Mancini.
Peccato che a questo punto l'intervistatore non abbia colto l'occasione per chiedere lumi circa l'impressionante somiglianza della sigla di He-Man, di cui inizia a parlare subito dopo, con il tema del telefilm "Mai Dire Sì" composto sempre da Henry Mancini.
Nel dettaglio questa sigla venne utilizzata dal 1983 con il debutto della seconda stagione di "Mai Dire Sì" negli Stati Uniti, avvenuto nello stesso anno di quello di He-Man, per cui ad oggi è impossibile stabilire quale delle due sigle sia venuta prima e quindi, eventualmente, capire chi avrebbe "copiato" chi. La risposta più plausibile è che in quest'ultimo caso entrambi, sia Henry Mancini che Shuki Levy, si siano ispirati ad un'unica medesima fonte comune. Ma quale?

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Henry Mancini, autore del tema della Pantera Rosa.

Interessante notare infine come anche Memo Aguirre abbia dichiarato di aver composto alcune delle sue sigle Saban Records (tra cui Piccola Lulu) mentre si stava recando in macchina allo studio di registrazione Sound Connection Studio. Ecco la traduzione in italiano dell'intervista:

Intervista di Tom Power a Shuki Levy del 29 Marzo 2017, trasmessa dall'emittente radiofonica canadese CBC Radio One.

- Sei nato e cresciuto in Israele. Che ruolo ha avuto la musica durante la tua giovinezza?
- Un ruolo davvero importante. La famiglia di mio padre, emigrata dalla Russia, era molto attiva nel settore musicale. Lui aveva due o tre cugini che erano musicisti dell'Orchestra Filarmonica di Mosca. Io avevo un fratello e una sorella, molto più grandi di me, che erano musicisti da quando erano molto giovani. Quindi c'era sempre musica in casa.

- Quando hai capito che questo era qualcosa che non avresti voluto fare come hobby, ma come professione?
- Probabilmente all'età di 10-11 anni.

- Davvero?
- Si. Ero molto preso dalla musica e volevo imparare a suonare la chitarra. Mio padre non aveva i soldi per comprarmene una, ma un giorno portò a casa una piccola armonica e mi disse che se avessi imparato da solo a suonare l'armonica, e quindi fossi stato seriamente intenzionato a fare musica, lui avrebbe preso in considerazione la richiesta di comprarmi una chitarra. Così ho imparato da solo a suonare l'armonica e poi ho ricevuto la chitarra e ho imparato da solo a suonarla.

- Voglio parlare un po' delle tue sigle televisive, ma voglio andare anche un po' più indietro, perchè prima di fare le sigle tu hai fatto questo (fa ascoltare un pezzo di "Signorina Concertina" di Shuki&Aviva). Cosa ti torna in mente?
- Perbacco, è stato una vita fa! Ho fatto molte altre cose da allora.

- Come si passa dallo scrivere canzoni come questa, cantare canzoni come questa, avere un successo da classifica, a comporre sigle televisive?
- E' stato un lungo viaggio. Ci sono stati altri successi in classifica di Shuki&Aviva dopo questa. Abbiamo avuto successo in molti paesi e dopo qualche anno ho sentito che avevo bisogno di andare oltre. Mi trasferii a Los Angeles dove incontrai un produttore francese di nome Jean Chalopin che era da quelle parti per produrre un nuovo cartone animato intitolato "Ispettore Gadget". Mi conobbe in Francia, e quando ci vedemmo mi chiese se potevo comporre la sigla e pensai che poteva essere divertente. Quindi quello fu il mio primo passo nelle sigle dei cartoni animati, la sigla di "Ispettore Gadget".

- Quella di "Ispettore Gadget" è una delle sigle più riconoscibili. Come sei arrivato a comporla?
- Presi l'impegno di realizzare la sigla quando ero occupato in altri lavori, ma prenotai lo stesso una sessione di registrazione con un paio di musicisti amici miei. La mattina della registrazione non avevo ancora la sigla e mi stavo recando allo studio di registrazione. Mi arrivò, inziai a sentirla mentre stavo guidando in direzione di Studio City per registrarla (ride). E' una di quelle cose che mi arrivarono senza l'ausilio di alcuno strumento, di solito suono il pianoforte o la chitarra per provare a comporre qualcosa. Questa sigla invece iniziò a suonarmi in testa...

- Ho letto che era ispirata al brano "Nell'Antro del Re della Montagna" di Edvard Grieg.
- In parte, cioè non intenzionalmente. Sono sempre stato influenzato da tutti i tipi di musica classica, quindi non è stato voluto. Credo di essere stato più influenzato dal tema della Pantera Rosa, in quanto l'intero progetto dell'Ispettore Gadget era basato sulla Pantera Rosa.

- Avevi già capito mentre ti stavi recando allo studio che questa sigla era senza dubbio quella giusta?
- Si, assolutamente. Non potevo togliermela dalla testa, era una di quelle cose che per giorni a seguire me ne andavo in giro a canticchiare, mi faceva impazzire!

- Cosa ricordi di quando hai realizzato la sigla di "He-Man e i Dominatori dell'Universo"?
- Quando la sigla dell'Ispettore Gadget uscì, fu quasi subito un successo. Ebbe un enorme successo in tutta l'Europa e in altri paesi. Quindi venimmo contattati dalla Filmation che stava producendo He-Man. Ci incontrammo con loro e ci mostrarono alcuni bozzetti, questo è tutto quello che avevano del cartone animato all'epoca, e mi chiesero se potevo comporre una sigla. Questo diede il calcio d'inizio a molte altre sigle, in quanto in quel periodo non c'era nulla come una sigla di un cartone animato che avesse successo in termini di vendite discografiche, passaggi radiofonici, e simili. Era qualcosa di nuovo nel suo genere. Credo che He-Man sia stata la mia seconda sigla dopo Ispettore Gadget.

- Qual era la tua idea alla base della sigla "Go Go Power Rangers"?
- Eravamo molto occupati all'epoca, il mio collega Haim Saban e io, e dovevamo registrare questa sigla. Eravamo seduti nello studio di registrazione, e in realtà fu Haim Saban a dirmi che avevamo bisogno di tirare fuori qualcosa di simile alla sigla dell'Ispettore Gadget. Qualcosa che suonasse come "Go Gadget Go!", ed io iniziai a canticchiare "Go Go Power Rangers!". Ed è così che è nata, proprio lì nello studio.

- Cosa c'è nella sigla dei Power Rangers che l'ha resa così iconica, così amata dai fans?
- Credo sia il ritmo, è una sorta di rock veloce, molto eccitante, che calza molto bene con le immagini veloci delle riprese dal vivo, specialmente con i filmati giapponesi che usavamo all'epoca. Credo fosse una fantastica combinazione!

- Sei stato il regista dell'episodio pilota dei Power Rangers, non è vero?
- Si, c'è un episodio pilota che ho scritto e diretto e che non è mai stato trasmesso. Era la prima volta che dirigevo qualcosa. Questo accadeva circa sei anni prima che (il telefilm) venisse trasmesso in TV. Per sei anni il mio collega Haim Saban è andato in giro con quell'episodio pilota ma nessuno voleva metterlo in onda. Dicevano che era totalmente ridicolo.

- Come avete avuto l'idea di inserire degli spezzoni in questo telefilm d'azione giapponese? Come accadde tutto questo?
- Noi eravamo già molto attivi nel settore della musica per cartoni animati. Haim Saban tornò da una sorta di convetion, credo fosse MIPTV, e portò con se i giocattoli giapponesi dei Power Rangers e una videocassetta. Mi disse dai un'occhiata a questo telefilm, è un grande successo in Giappone dove è in onda da 10 o 15 anni, forse possiamo farci qualcosa. Io lo guardai e lo trovai davvero strano, folle, ma mi piacque. L'idea iniziale era solo quella di doppiarlo in inglese e distribuirlo, il che non mi convinceva molto. Così successivamente prendemmo in considerazione altre opzioni, e l'idea fu quella di mantere i filmati giapponesi, in quanto una volta che gli attori erano in costume non li si poteva riconoscere, e filmare daccapo tutto il resto, scrivere le nostre proprie sceneggiature che non avevano nulla a che fare con quelle originali giapponesi. E' stato il mio primo tentativo di scrivere una sceneggiattura e di fare da regista. Avevamo pochi soldi, e lo facemmo con un badget molto scarso. Filmammo un episodio pilota di mezz'ora. Curiosamente, il Ranger rosso in quell'episodio pilota era un ragazzo di nome Mark Dacascos, che poi è diventato il presentatore di Iron Chef America. Mark e il resto del gruppo degli attori non andarono in onda in quanto ci vollero sei anni prima che il telefim fosse venduto e quindi diventarono troppo grandi per interpretare il ruolo di adolescenti.

- Cosa avevi pensato allora quando Power Rangers ebbe successo?
- Divenne un successo maggiore di quello che si potesse pensare. Noi ci credevamo davvero, sapevamo che sarebbe stato un successo, ma non ci aspettavamo che sarebbe stato così grande! Ci lasciò un po' sorpresi. Dovemmo portarci al passo producendo molti altri episodi uno dopo l'altro. Lavorammo sodo nei primi due anni cercando di produrre nuovi episodi, e dipendevamo sempre da una parte delle puntate del telefilm giapponese. Quindi era nocessario coordinarsi, cercando di creare storie che ruotassero intorno a materiale che era già stato prodotto. E' stata una sfida, ma è stato divertente. Ci è piaciuto.

- So che componi ancora attivamente musica, lavori ancora, anche se potresti startene sdraiato in spiaggia da qualche parte con un margarita in mano. Chi te lo fa fare?
- Sarebbe così noiso! Non lo considero un lavoro, non l'ho mai considerato come un lavoro. Mi diverto, mi piace farlo. Ho sempre creduto che se mi piace davvero, se mi diverte davvero, allora piacerà anche ai bambini. Credo che siamo tutti ancora bambini dentro, facciamo solo finta di essere adulti. Non ho mai guardato a questo come lavoro. Ho fatto musica per tutta la vita, quindi continuo ancora a scrivere e comporre musica.

- E' stato un vero piacere parlare con te oggi.
- Lo stesso per me, grazie mille.
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Re: Shuki Levy

Messaggioda debussy78 » ven apr 07, 2017 13:16

L'intervista è recentissima, perciò l'emittente canadese lo ha contattato da poco ed è riuscito ad averlo come ospite. Possibile conferire con l'emittente e chiedere come hanno fatto ? Oppure girare a loro una serie di domande da porre a Levy in una seconda intervista ? :D

Della questione Pantera Rosa = Inspector Gadget sapevo da anni, mentre non sapevo nulla de He-Man = Mai Dire Sì :shock:
Molto interessante anche la parte sui Power Rangers (potevano mandarglielo in onda l'episodio pilota, anche se "totalmente ridicolo" :mrgreen: ) :-leggy)
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Re: Shuki Levy

Messaggioda BubbleGum TV » gio mar 15, 2018 11:40

ufo allarme rosso ha scritto:
BubbleGum TV ha scritto:Roberto Danova è un autore italiano in forze alla Red Bus Records che, tra il 1972 e il 1973, scrive alcuni tra i primissimi successi inglesi del duo Shuki&Aviva, tra cui "Listen To The Children", premiato dall'Unicef. Il brano viene presentato da Shuki&Aviva al Galà dell'Unicef presso il Teatro dell'Arte al Parco di Milano il 15 Ottobre 1973. L'evento viene trasmesso in Italia in differita sulla Rete Due il 23 Dicembre del 1973 alle ore 21 (breve filmato dell'agenzia Framepool, Shuki&Aviva dal minuto 1:02).

Vale la pena ricordare che lo stesso Danova è un artista sigloso dato che c'è lui dietro Robert Montecristo, pseudonimo cui è accreditata l'interpretazione di "Jo Superboy" che fu abbinata a partire dal 1980 alla riedizione, trasmessa dalle tv private, delle serie in "Supermarionation" di Gerry Anderson "Thunderbirds", "Stingray" e "Joe 90" viste in precedenza sulla Rai con le sigle originali.

Roberto Danova era un grande amico di Alberto Testa, fu Testa a scoprilo e a lanciare la sua carriera musicale come lo stesso Danova ricorda in questo video:



Danova chiese ad Alberto Testa di tradurre in italiano alcuni dei successi di Shuki&Aviva, fu probabilmente in questa circostanza che Shuki Levy incontrò per la prima volta Testa con il quale collaborerà per gli adattamenti italiani di molte sigle televisive. Non saprei dire quante e quali canzoni del duo Shuki&Aviva vennero effettivamente adatatte in italiano. Queste canzoni, alla fine rimaste inedite, dovevano essere inserite nell'album antologico di Shuki&Aviva pubblicato nel 1974 dalla EMI in tre diverse lingue (ovvero inglese, francese e spagnolo, rispettivamente con i titoli "The Very Best Of Shuki & Aviva", "Les Plus Grands Succès De Shuki & Aviva" e "Los Exitos De Shuki Y Aviva"). Il 1974 fu l'anno del boom di Shuki&Aviva, in cui i due iniziarono tra l'altro un tour in giro per il mondo con diverse esibizioni dal vivo e varie apparizioni televisive, per questo non ebbero mai il tempo per incidere questi brani in italiano.
Tempo fa ebbi modo di fare qualche domanda a Shuki Levy, e lui mi parlò di Robarto Danova come di un tipo divertente, scherzoso, con cui lavorò a stretto contatto durante gli anni in cui il duo Shuki&Aviva era sotto contratto con la londinese Red Bus Records (quindi primi anni settanta). Poi le loro strade si sono divise, quando il duo si sciolse e Shuki emigrò negli Stati Uniti (nel 1976). Invece i contatti tra Danova e Alberto Testa sono rimasti duraturi nel tempo, cioè fino a poco prima della scoparsa di Testa che, come Danova ricorda nel video in alto, scrisse il brano "Libertà Siamo Noi" prodotto da Danova per il giovane tenore Leroy Vickers.
Rimanendo sempre in tema di sigle televisive, ricordo inoltre che Roberto Danova, che ha compiuto ottant'anni la scorsa estate, è stato inoltre il produttore di Nancy Nova, l'artista inglese che venne scelta da Alberto Testa per interpretare la sigla di apertura della seconda stagione del programma televisivo di "Non Stop" nel 1978, di cui lo stesso Alberto Testa era co-autore televisivo.
Shuki mi disse anche di ricordare la sua performance dal vivo a Milano con Aviva Paz, quando cantò il brano "Listen" di Danova premiato dall'Unicef (Danova era tuttavia assente a quell'evento ma è lui che conserva oggi il premio nel suo ufficio). Una performance che Shuki definì "elettrizzante" in quanto si esibiva dal vivo per un "grande evento" che venne trasmesso da molte televisioni in tutto il mondo. Quella inoltre fu la sua prima volta a Milano. Ovviamente non mancarono parole di grande stima di Shuki per Alberto Testa, che definì un paroliere molto talentuoso e di cui amava la musicalità dei testi e quanto bene si amalgamavano con la melodia delle sue canzoni.
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Re: Shuki Levy

Messaggioda debussy78 » gio mar 15, 2018 12:39

:-love)))
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Re: Shuki Levy

Messaggioda Phantom Dusclops'92 » gio mar 15, 2018 23:11

https://www.change.org/p/haim-saban-rel ... n-s-bioman
Qua c'è una petizione per far uscire il pilot dei Power Rangers diretto da Levi se può interessare.
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Re: Shuki Levy

Messaggioda BubbleGum TV » dom mar 18, 2018 10:51

BubbleGum TV ha scritto:Ripercorriamo le tappe principali della carriera di Shuki Levy prima che diventasse famoso come compositore di sigle televisive.

Nel 1962 Shuki Levy fonda i Telestar, un quartetto di musicisti amatoriali che si esibisce principalmente alle feste e ai matrimoni con un repertorio di cover in inglese dei successi dei Beatles...

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Telestar (Shuki Levy in basso a destra)

BubbleGum TV ha scritto:Nel 1969, su iniziativa di Isaac Simon (bassista dei Telestar), Shuki Levy e Svika Pick si uniscono a Gabi Shoshan e Zvika Noy del gruppo The New Stars, ed insieme formano un quintetto chiamato Shokolada.

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Il quintetto Shokolada (dietro, da sinistra: Svika Pick, Zvika Noy, Shuki Levy, Isaac Simon; davanti, seduto: Gabi Shoshan).

BubbleGum TV ha scritto:Nel 1970 decide quindi di ritornare in Israele e di rifondare i Shokolada, questa volta come trio, insieme ai soli Gabi Shoshan e Svika Pick. Sotto la gestione del nuovo manager Marko Turgeman...

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Il trio Shokolada (da sinistra: Gabi Shoshan, Shuki Levy, Marco Turgeman, Svika Pick)

BubbleGum TV ha scritto:Il musical (Hair) debutta l'1 Giugno del 1970 all'Oasis Theatre di Ramat Gan, e si rivela un vero e proprio trionfo...

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Shokolada, party per il musical Hair (da sinistra: Shuki Levy, Shlomo Carlebach e Svika Pick)

BubbleGum TV ha scritto:Il 1975 è un anno di grandi cambiamenti: Shuki e Aviva si trasferiscono in Francia, passano alla WIP Records di Simon Wajntrob e sotto la gestione dell'allora impresario Haim Saban...

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Shuki e Aviva nella loro casa di Parigi

BubbleGum TV ha scritto:Nel 1977 Shuki sposa l'attrice americana Deborah Shelton, ma il duo in musica Shuki&Aviva continua ad esistere ancora per un breve periodo, durante il quale vengono registrati i loro ultimi singoli (tra questi "Je Ne Fais Que Passer" del 1977...


Shuki e Aviva in una delle ultime esibizioni insieme per la TV francese.

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Con Deborah Shelton (1985)
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