|
In questo articolo vogliamo disquisire dei presenzialisti che hanno stabilito alcuni record nella storia della pubblicità televisiva stando davanti alle telecamere e mettendo il proprio volto al servizio della réclame. |
|
|
Come in molti aspetti della storia della tv, anche in quello pubblicitario non si può prescindere dalla figura di Mike Bongiorno. Il primo giorno di trasmissioni ufficiali della Rai, il 3 gennaio 1954, il primo programma ufficiale dopo il telegiornale fu “Arrivi e partenze”, in cui proprio Mike intervistava personaggi importanti di passaggio dalla stazione ferroviaria in quanto in partenza o in arrivo; allora infatti il treno era ancora il mezzo di gran lunga più utilizzato per viaggiare. |
|
|
Di questa trasmissione non è conservato nulla negli archivi Rai, se non pochi secondi ripresi dal telegiornale e trasmessi muti, con un commento giornalistico, in occasione dell’intervista che Mike fece a un importante scrittore. |
|
|
Quando il 3 febbraio 1957 nacque Carosello, tra le réclame sorteggiate per andare in onda il primo giorno ce n’era anche una che vedeva Bongiorno protagonista. Ricordiamo che fino ad allora il tono utilizzato per propagandare qualunque prodotto era quello che adesso rimane soltanto negli altoparlanti degli arrotini e degli ombrellai ambulanti. Mike portò dall’America un modo più moderno di presentare se stessi e il prodotto pubblicizzato, quello che poi poté sublimare quando, sempre tra i primi, introdusse in Italia l’uso della telepromozione, una volta passato a Canale 5 negli anni Ottanta. |
|
| Anche le trasmissioni di Canale 5, allora Telemilano, furono inaugurate con un programma condotto da Mike Bongiorno nel 1978. | |
|
In ogni decennio Mike fece da testimonial a fortunate serie di pubblicità passando dalla L'Oréal (shampoo Dop e Ambra Solare, dal 1959 al 1961) alla Grappa Bocchino (dal 1974 al 1980; “Concludendo amici, Grappa Bocchino Sigillo Nero la trovi sempre più in alto”) fino all’Olio Cuore (2001-2002); in quest’ultima, raccogliendo il testimone di Nino Castelnuovo e Dino Zoff, si accinge a saltare il famoso steccato, salvo poi limitarsi a una finta a beneficio del figlio Leonardo, anch’egli presente nello spot. Dunque la più lunga carriera di testimonial pubblicitario è la sua. |
Mike Bongiorno sul Cervino per il carosello della Grappa Bocchino (1976). |
|
Esula da questo contesto il completare l’elenco dei record televisivi di Mike Bongiorno, ma a qualcun altro vogliamo accennare: la longevità de “La ruota della fortuna”, il numero di ore trascorse davanti alle telecamere, la più lunga carriera televisiva a livello mondiale, il maggior numero di conduzioni del Festival di San Remo, la trasmissione più importante in Italia (11, poi raggiunto anche da Pippo Baudo). |
|
|
Ma torniamo al mondo della pubblicità. Il record del più lungo connubio tra un testimonial e un prodotto rimane quello, durato 25 anni (dal 1963 al 1988), tra Nicola Arigliano e il Digestivo Antonetto (“È tanto comodo che lo potete prendere anche in tram!”; "Spaghetti, pollo, peperoni, una tartina, sei bignè / lo stomaco è pesante non ne posso più"). |
|
|
Nicola Arigliano e il Digestivo Antonetto diedero vita al più lungo sodalizio della pubblicità televisiva italiana: il cantante fu legato al medicinale per ben 25 anni.
|
|
|
Al secondo posto troviamo il sodalizio, durato 16 anni (dal 1977 al 1993), tra Nino Manfredi e il caffè Lavazza: “Più lo mandi giù e più ti tira su” diceva Manfredi sorseggiando (o meglio fingendo di farlo, perché in quelle scene veniva utilizzata una tazza vuota) il caffè che gli veniva servito dalla fedele Natalina prima e da Gegia successivamente. |
|
|
Nino Manfredi, testimonial del caffè Lavazza per 16 anni. |
Di poco inferiore la longevità dell’altrettanto memorabile opera svolta da Ernesto Calindri per il Cynar (“Cynar, aperitivo a base di carciofo contro il logorio della vita moderna”) che dal 1967 fino al 1984 (ma con un’interruzione dal 1973 al 1974) sorseggiò il Cynar seduto a un tavolino disposto in mezzo a una strada trafficatissima, accompagnato dalle note del primo concerto per pianoforte e orchestra di Tchaikovsky. |
|
L’ultima volta che tale scena venne ripetuta fu per il film di Maurizio Nichetti “Ladri di saponette”. In tale parodistica occasione il protagonista di un film di tipo neorealista finisce nella pubblicità che intermezza la prima rappresentazione televisiva del film stesso; oltre alla presenza di elementi estranei rispetto al consueto svolgimento dello spot, vi è la gag del motorino che travolge il tavolino di Calindri, nella circostanza ovviamente meno imperturbabile del solito. Si racconta che alcuni emulatori in quegli anni abbiano recato ostacolo alla circolazione stradale piazzandosi con un tavolino in mezzo alla strada. |
|
|
Alla fine degli anni Settanta lo spot cambierà ambientazione, e ritroveremo Calindri seduto in mezzo a un campo di carciofi, con il suo bel bicchiere di amaro in mano. |
|
|
Ernesto Calindri (a destra) testimonial del Cynar in uno spot del 1978. |
|